“Krishna sa che dovrai fare una lotta con la tua mente, contro i tuoi sensi e contro la tua intelligenza, però hai Lui come alleato esattamente come lo ebbero i Pandava. Ciò non vuol dire che non ci fu la battaglia; ci fu eccome! Se ti arrendi a Krishna non significa che non dovrai fare la battaglia, ma significa che la vincerai. Vincerai una grande battaglia.”

B.V.Atulananda Acarya Swami




martedì 20 giugno 2017

LETTERA DI PRADYUMNA PRABHU A SATSVARUPA GOSVAMI

Risultati immagini per pradyumna prabhu secretary srila prabhupadaDOCUMENTO ORIGINALE

LETTERA DI PRADYUMNA PRABHU A SATSVARUPA GOSVAMI

Sri Sri Guru Gouranga Yayata
7 Agosto, 1978

Caro Satsvarupa Maharaja,
Per favore, accetta I miei umili omaggi. Maharaja, sto scrivendo questa lettera con grande ansietà nel mio cuore, e dopo tanti giorni e tante lunghe notti di preoccupazione e attenta considerazione.
I membri del GBC si riuniscono per gestire tutti i dipartimenti dell’ISKCON giustamente come già accaduto precedentemente. Questa fu la stessa soluzione che desiderò Om Visnupada Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura, il quale non lasciò un successore, benché il suo desiderio non fu seguito. Oltre all’amministrazione da parte del GBC, Srila Prabhupada selezionò anche undici discepoli più avanzati per concedere iniziazione ai principianti....Continua a leggere

sabato 17 giugno 2017

"I primi contatti del GBC con Srila Sridhara Maharaja", dal libro "La Ricerca della Purezza", Di S.S.B.A.Paramadvaiti Swami

 I primi contatti del GBC con Srila Sridhara Maharaja

Vari argomenti di attualità furono discussi tra i membri del GBC e Srila Sridhara Maharaja nel período compreso tra il 1977 e il 1980, mentre il GBC valutava la propria nuova situazione con Srila Sridhara Maharaja così come raccomandato da Srila Prabhupada. Puoi vedere tu stesso ciò che egli disse e ciò che essi fecero, giungendo al colmo con il tentativo da parte del GBC di cercare di attribuire tutti i propri problemi al consiglio di Srila Sridhara Maharaja riguardo l’assegnazione di zone di predica agli acarya (Guru di zona), del cui pericolo furono avvisati già dalla loro prima riunione...Continua a leggere

giovedì 15 giugno 2017

Arrivo di Paramadvaiti Swami a New York

Lo scorso 9 giugno, Srila Paramadvaiti Swami è stato ricevuto con felicità dai devoti degli Stati Uniti  a New York. E' stato molto contento di trovarsi nuovamente nella “terra di Srila Prabhupada”. 
 
In serata ha offerto una conferenza in inglese sulla storia di Srila Prabhupada a New York, e l'importanza di mantenere i valori della saggezza ancestrale e la protezione di Madre Terra, così come indicato da  Srila Prabhupada nello sviluppo dei primi  Eco Yoga Villaggi negli Stati Uniti.
 
Vi invitiamo ad ascoltare la conferenza di Srila Paramadvaiti Swami sulla storia di Srila Prabhupada QUÍ, e a visitare la pagina di Vrinda Northeast per ascoltare le conferenze della sua visita  a NewYork e Connecticut.
Paramadvaiti Swami attraversa il ponte Queensborough entrando a Manhattan
Paramadvaiti Swami in passeggiata a Manhattan

martedì 6 giugno 2017

"La necessità principale è sàdhu-sanga" dal libro "I Sermoni del Guardiano della Devozione" di Srila B.R.Sridhara Deva Goswami Maharaja

Risultati immagini per srila sridhar maharajLa necessità principale è sàdhu-sanga

Questa ricerca di krishna, però, non deve essere ipocrita. Il ricercatore sincero riceverà aiuto e indicazioni dai veri devoti. Con l’aiuto dei devoti e delle Scritture, e con la tua sincerità, continua a cercare Krishna. Con chiunque ti incontri parla di Krishna, e non parlare di nessuna cosa che sia preda della morte. Sposa, bambini, denaro; tutto evaporerà nel momento seguente. Così, non pensarci più. Ad ogni passo della tua vita, fai tutto per la felicità eterna.
Krishna non è una tua macchinazione. Lui può essere conosciuto attraverso il sàdhu e gli Sàstra, e non attraverso questo mondo materialista e sfruttatore. Non potrai trovare Krishna nella rinuncia (avversione), ma con il sàdhu, il puro santo; Krishna è la risposta della ricerca positiva del cuore.
Coloro che sono sedotti dall’incanto del mondo esterno, non potranno comprendere il Suo temperamento interno; essi sono sfortunati (na te viduh svàrtha-gatim hi visnum, duràsayà ye bahir artha-màninah. Srìmad-Bhàgavatam 7.5.31). La necessità principale è mantenere la compagnia del sàdhu che possiede reale fede in Krishna. Un simile sàdhu è molto, molto raro in questo mondo, ma se vuoi ottenere il bene più elevato, fai di questo ideale la corona sulla tua testa, ed in qualunque forma possibile accetta l’aiuto dell’associazione.

sàdhu-sanga sàdhu-sanga-sarva-sàstre kaya
lava màtra sàdhu-sange sarva-siddhi haya
                                                                   Caitanya-caritàmrta, Madhya 22.54

“Un momento di associazione con il sàdhu concede ogni successo; questo è il verdetto di tutte le Scritture”.

kim pramattasya bahubhir, paroksair hàyanair iha
varam muhùrtam viditam, ghatate sreyase yatah
                                                                               Srìmad-Bhàgavatam 2.1.12

“A che serve una lunga vita in questo mondo persa nel vano scorrere degli anni? E’ meglio un momento di perfetta coscienza perché esso segna l’inizio della ricerca verso il nostro interesse supremo”.
Qui, Sukadeva Gosvàmì dice che un momento è sufficiente per risolvere il problema della vita, se viene usato correttamente nel sàdhu-sanga. Costi quel che costi, cerca di utilizzare l’opportunità del sàdhu-sanga, l’associazione con gli agenti di Krishna. Che necessità c’è di vivere per secoli e secoli se siamo incoscienti del nostro proprio interesse? Non dobbiamo essere disattenti, ma risvegliare il nostro interesse reale.

Srì Caitanya Mahàprabhu venne a dirigerci verso il nostro interesse reale: “Non conosci il tuo cuore. Per lui e per le sue richieste sei un estraneo. C’è una ricchezza dentro il tuo cuore; cerca di trovarla. Elimina le cose superflue e troverai che il tuo cuore è un tempio di Krishna. Con l’aiuto di una guida appropriata esamina il tuo cuore e troverai Krishna. Non è una cosa che ti è estranea. Ogni cuore è un tempio del Signore; è una tua proprietà; è la tua casa. Ritorna a Dio, ritorna a casa”.

domenica 4 giugno 2017

Dal libro "Le Analogie di Srila Prabhupada" di Srila A.C.Bhaktivedanta Swami

Risultati immagini per srila prabhupadaAUTORITA’E AVVOCATI  (2:lO:51)

     Ogni domanda trova risposta se ci si riferisce a un’autorità in materia, e in questo modo le persone di buon senso saranno soddisfatte. Questo metodo si applica anche in tribunale: i migliori avvocati si riferiscono sempre a giudizi precedenti pronunciati dalla corte, ed evitano così di dover dimostrare le loro asserzioni. Questo metodo è chiamato paramparà, e le autorità in campo spirituale lo seguono senza fabbricare assurde interpretazioni personali.

ATTIVITA’ (MATERIALI E SPIRITUALI) E PREPARAZIONI DI LATTE (4:3O:19)

     Le attività materiali che mirano al piacere dei sensi sono la causa dei legami materiali, mentre queste stesse attività portano alla liberazione quando sono rivolte alla soddisfazione di Krishna. Come la medesima attività possa essere causa di imprigionamento o di liberazione può essere spiegato con un esempio: in qualche caso un uso eccessivo di prodotti del latte, come il latte condensato, il riso al latte e così via, può provocare un’indigestione. Ma anche se l’indigestione è arrivata al punto da provocare la diarrea, un altro prodotto del latte, lo yogurt, con un’aggiunta di pepe nero e sale, fornirà un rimedio immediato per questa malattia. In altre parole, un prodotto del latte può causare l’indigestione e la diarrea, mentre un altro prodotto del latte la può curare.

ATEI E CRIMINALI 

     Quando c’è troppa delinquenza e troppi criminali, lo Stato si sovraccarica e si perturba, e gli amministratori statali si chiedono cosa fare. Similmente, quando il mondo è sovrappopolato di demoni e atei, essi creano un disturbo, e i Deva, i pii amministratori dell’universo, rimangono perplessi. Quando la gente è protetta dalle leggi dello Stato, l’amministrazione è semplice, ma se le persone sono criminali, sopraffanno gli amministratori statali. A volte, una situazione simile crea squilibrio  nella gestione cosmica di questo mondo materiale. I Deva e i demoni esistono sempre, ma quando il potere demoniaco aumenta, il mondo si sovraccarica. E’ allora che i Deva si avvicinano al Signore Brahma per chiedergli consiglio.

IL CORPO E LA FORTEZZA (3:l4:20)

     Tra i rappresentanti dei quattro ordini della società umana, gli studenti (brahmacàri), i capifamiglia (grhastha), gli uomini ritirati (vànaprastha) e quelli dell’ordine di rinuncia (sannyàsi), i capifamiglia sono quelli più protetti. I sensi sono considerati infatti come gli invasori della fortezza rappresentata dal corpo. La moglie agisce come comandante della fortezza, e ogni volta che i sensi attaccano il corpo, è lei che lo protegge dal massacro. Nessuno può sfuggire agli impulsi sessuali, ma chi ha una moglie ferma è salvato dagli assalti del nemico.

I CORPI E LA LEGNA (3:28:43)

Come il fuoco si manifesta nei differenti tipi di legno, così l’anima spirituale pura si manifesta in differenti corpi, secondo le differenti condizioni determinate dalle influenze della natura materiale.

L’OCCUPANTE DEL CORPO E L’INQUILINO DELL’APPARTAMENTO 


     Benchè uno possa dichiarare che il corpo gli appartiene, non sa neppure come funziona. E’ possibile che chi occupa un appartamento paghi un affitto, e godere così dei benefici che offre questo appartamento, anche se ignora come funziona l’impianto dell’acqua calda. Allo stesso modo, benchè ignoriamo i dettagli riguardo la forma tramite la quale il corpo funziona, stiamo utilizzando questo corpo, che in realtà non ci appartiene, ma appartiene a Krsna.

sabato 3 giugno 2017

"Quando l'Amore cresce, il cervello si ritira", dal libro "I Sermoni del Guardiano della Devozione", di Srila B.R.Sridhara Deva Goswami Maharaja

                              Quando l’amore cresce, il cervello si ritira

Risultati immagini per srila sridhar maharajTutto si trova subordinato a Lui solamente. Se tentiamo di trovare la causa di qualcosa, troveremo che anch’essa, a sua volta, possiede la propria causa, e così via. Ma quando troveremo il Suo incanto e la Sua bellezza personale, ci renderemo conto: “Si, questo è l’obiettivo finale che tutti stiamo cercando”.
C’è una canzone bengali: “O montagne! O Himalaya! O Alpi! O Sumeru! Cosa state cercando con le vostre teste erette? Avete visto il Creatore di questo mondo e avete ottenuto la soddisfazione della vostra vita? Lo avete visto?”. In questa maniera, il devoto sente nel cuore che ogni cosa è alla ricerca del Signore, che è la soddisfazione della vita stessa. Nel mondo fenomenico di nascite e morti non c’è niente di tangibile che possa attrarre la nostra attenzione. La parte più profonda del nostro cuore cerca sat, ciò che è eterno, cit, la coscienza che soddisfa la nostra percezione, e ananda, la soddisfazione del nostro desiderio di amore e bellezza. Quando l’amore si risveglia, la funzione del cervello si ritira. Comprenderemo che l’amore è la soddisfazione della vita. Questa è una fase speciale della nostra esistenza. Dovunque ci troveremo, automaticamente cercheremo questo “SI”, “Om”. Om significa un grande “SI”. Ciò che stai cercando esiste. Ciò che stai anelando nel più profondo del tuo cuore, esiste.

La tua ricerca deve progredire dall’apparenza alla realtà. Il Signore della tua ricerca si trova lì. Omkàra ci conduce al Gàyatrì, poi al Veda, Vedànta e allo Srìmad-Bhàgavatam, il quale descrive il lato estatico e gioioso del Signore. L’Infinito si avvicina talmente al finito, che il finito pensa: “Egli è uno di noi”; svolge la parte di un amico così confidenziale che arriviamo a pensare che Egli è uno di noi. Questa è la Sua grazia più elevata e gentile nei nostri confronti, il nostro ottenimento più elevato, e lo possiamo trovare a Vrindavana. Srì Caitanya Mahàprabhu insegnò che dobbiamo abbandonare tutto e fare di Krishna, il Signore di Vrindavana, la nostra unica meta: Svayam Bhagavàn, Dio degli dei, Signore dei signori. Lui è la fonte delle illimitate manifestazioni del potere soprannaturale. Pertanto, Mahàprabhu invitò: “Cercate Srì Krishna. Non avete altro obbligo in questo mondo. Prendete il Suo Nome, parlate di Lui e qualsiasi cosa facciate, seguite questo cammino. Rapidamente, otterrete la soddisfazione della vostra vita. Continuate a cercare il Suo Nome, continuate a cercare, continuate a parlare di Lui quando state dormendo, mangiando o litigando; qualunque cosa facciate, associatela a Krishna”. 

venerdì 2 giugno 2017

"I Devoti: Pilastri della Fede". Dal libro "Sermoni del Guardiano della Devozione", di Srila B.R.Sridhara Deva Goswami Maharaja



Risultati immagini per srila sridhar maharajCosì, dobbiamo avere cura di apprezzare la fede genuina. Dobbiamo approssimarci ai devoti che hanno fede. Loro sono come pilastri della fede. Si dice che l’elettricità possa fluire ovunque, ma è necessaria una connessione con il generatore. I generatori possono mostrare il potere dell’elettricità. Similmente, ci sono molti devoti, nel passato e nel presente, nei quali possiamo trovare vera santità. Essi si mantengono come pilastri della fede per il loro comportamento ed il loro esempio. Se ci avviciniamo a Cristo, il suo ideale ed il suo sacrificio stimoleranno in noi la fede. Se esaminiamo la storia di Prahlàda, potremo capire che grande devoto lui sia. I nostri cuori traboccheranno: “Qui c’è la fede, qui c’è la presenza dell’Onnipotente”.
Quando prestiamo attenzione ai devoti, tramite il loro aiuto ascenderemo ad un livello più elevato e particolare di fede. Quando rivolgiamo la nostra attenzione verso i devoti, ci troviamo in una posizione sicura. Loro sono come tanti pilastri che sostengono e comprovano la presenza del Signore. Ignorando ripetutamente gli oggetti godibili di questo mondo, essi si ergono con la testa eretta, dichiarando e comprovando la loro esperienza riguardo l’Essere Supremo.
La fede nei devoti, nei vaisnava, ci concede l’aiuto più sostanziale. Tale posizione è fissa e stabile. Colui che ha fede nei vaisnava ottiene una devozione tangibile. D’altronde, solamente con una fede astratta nel Signore, senza fede nei devoti, saremo solamente principianti nella fase di kanistha-adhikàra; questa non è una piattaforma degna di fiducia. La nostra devozione si avvicinerà ad un livello affidabile quando potremo trovare devozione verso i devoti e riconoscere la loro importanza. I devoti si trovano perfino al di sopra degli Sàstra, le Scritture. Quando la nostra fede nei devoti si svilupperà in modo tangibile, saremo nella fase intermedia, madhyama-adhikàra. In questa fase, l’opposizione dei non-devoti potrà, a volte, nascondere il Signore alla nostra coscienza, come una eclissi.

Questi impedimenti interni, però, vengono dissolti quando si sviluppa il contatto diretto con il Supremo. Nella tappa più elevata, uttama-adhikàra, un devoto può avere un indizio dell’Essere Supremo ovunque ed in ogni momento (yo màm pasyati sarvatra, Bhagavad-gìtà 6.30; sarva-bhùtesu yah pasyed bhagavad-bhàvam àtmanah, Srìmad-Bhàgavatam 11.2.45). E’ la Sua volontà; Lui si trova li, nel Suo lila. Lui può giocare a nascondino con i Suoi devoti. A volte si rende chiaramente visibile ad essi e altre volte si nasconde facendoli piangere; “O, dov’è il mio Signore? Non sento la Tua presenza, non posso vederti. Come potrò mantenermi? Come potrò portare avanti la mia vita? Senza Te non posso vivere. Sei così attraente, allegro ed elargitore di una immensa soddisfazione. Non posso vivere senza la Tua relazione”. I devoti, supplicando, si lamentano e piangono.