“Krishna sa che dovrai fare una lotta con la tua mente, contro i tuoi sensi e contro la tua intelligenza, però hai Lui come alleato esattamente come lo ebbero i Pandava. Ciò non vuol dire che non ci fu la battaglia; ci fu eccome! Se ti arrendi a Krishna non significa che non dovrai fare la battaglia, ma significa che la vincerai. Vincerai una grande battaglia.”

B.V.Atulananda Acarya Swami




lunedì 16 ottobre 2017

Puspa Samadhi di Srila Bhakti Ballabha Tirtha Swami

 Di India Vrinda Kunja Ashram

Vrindavan, India

Lo scorso 9 ottobre, durante l'auspicioso mese di Kartika, Srila Paramadvaiti Swami ha effettuato l'installazione del Puspa Samadhi di Sua Santità Srila Bhakti Ballabha Tirtha Swami nel tempio Vrinda Kunja di Sri Vrindavana Dhama, India, insieme a vari sannyasi e devoti della famiglia Vrinda. Srila Bhakti Ballabha Tirtha Swami è uno dei vaishnava più conosciuti nel mondo.  Oltre ad aver servito come presidente della Associazione Mondiale Vaishnava, è stato uno degli amati siksa guru di Srila Paramadvaiti Swami. 
Di seguito un'immagine della cerimonia inviata dall'equipe Braj Vrindavan Act Now.
Installazione del Puspa Samadhi di Sua Santidà Srila Bhakti Ballabha Tirtha Swami
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domenica 15 ottobre 2017

Preghiera ai Piedi di Loto di Krishna



Risultati immagini per srila prabhupadaPreghiera ai Piedi di Loto di Krishna
di Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupàda a bordo
della nave Jaladuta, 13 settembre 1965

                                                                    
Venerdì settembre 1965.
Nel mezzo dell’Oceano Atlantico, su un piroscafo diretto in America, Srìla Prabhupàda scrisse nel suo diario di bordo: “Oggi la nave ondeggia dolcemente. Mi sento meglio. Ma sento la separazione da Srì Vrindavana e dai miei Signori Srì Govinda, Gopìnàtha, Ràdhà-Dàmodara. Il mio solo sollievo è la Srì Caitanya-caritàmrta, grazie alla quale sto gustando il nettare dei lìlà di Srì Caitanya. Ho lasciato Bhàrata-bhùmi (l’India) solo per eseguire l’ordine di Srì Bhaktisiddhànta Sarasvatì che intendeva eseguire l’ordine di Srì Caitanya. Io non sono qualificato, ma ho accettato questo rischio al solo fine di obbedire all’ordine di Sua Divina Grazia. Così, lontano da Vrindavana, io mi sento pienamente dipendente dalla Loro misericordia”.
Tre giorni dopo, in questa attitudine di pura devozione, Sua Divina Grazia compose la seguente preghiera.

Dichiaro con enfasi, o fratelli,
che voi otterrete le benedizioni del Signore Supremo, Krishna,
solo quando Srìmatì Ràdhàràni sarà soddisfatta di voi.

Srì Srìmad Bhaktisiddhànta Thàkura, che è molto caro al Signore Gaurànga,
il figlio di Madre Sacì,
è ineguagliabile nel suo servizio al Signore Supremo, Srì krishna.
Egli è quel grande maestro spirituale santo
che distribuisce la più intensa devozione a Krishna
in differenti luoghi del mondo.

Grazie a suo forte desiderio, in ogni regione dell’Occidente
il Santo Nome del Signore Gaurànga si diffonderà;
nelle città, nei paesi, nei villaggi sulla terra,
al di là di tutti gli oceani, i mari, i fiumi e i ruscelli,
tutti canteranno il Santo Nome di Krishna.

Come la vasta misericordia di Srì Caitanya Mahàprabhu conquista tutte le direzioni,
certamente un’inondazione di estasi trascendentale sommergerà la Terra.
Quando tutti gli esseri viventi sofferenti e miserevoli avranno trovato la felicità,
il desiderio del vaisnava sarà soddisfatto.

Il mio Guru Mahàràja mi ha ordinato di realizzare questa missione, ma io non ne sono degno.
Sono miserabile e insignificante e per questo, Signore,
ora prego per ottenere la Tua misericordia.
Tu sei il più saggio e il più esperto di tutti, e voglio diventarne degno.

Se Tu concedi il Tuo potere,
 col servizio al maestro spirituale è possibile ottenere la Verità Assoluta,
e così la vita diventa un successo.
Se riusciamo a conquistare quel servizio,
diventiamo felici e conseguiamo la Tua associazione,
grazie alla buona fortuna.

“Mio caro Signore, o Suprema Personalità di Dio, a causa del contatto con innumerevoli desideri materiali, stavo gradualmente precipitando in un pozzo buio pieno di serpenti, seguendo gli altri. Ma il Tuo servitore Nàrada Muni mi ha gentilmente accettato come suo discepolo e mi ha insegnato come ottenere la posizione trascendentale. Perciò il mio primo dovere consiste nel servirlo. Come potrei abbandonare il suo servizio?” (Prahlàda Mahàraja al Signore Nrsimhadeva, Srìmad-Bhàgavatam 7.9.28)

O Srì Krishna, Tu sei il mio compagno eterno.
Dimenticando Te, vita dopo vita ho subito i calci di màyà.
Se oggi posso avere la possibilità di incontrarti ancora,
allora certamente mi riunirò a Te.

Caro amico, insieme a Te proverò di nuovo una grande gioia.
Di prima mattina vagherò sui pascoli e nei campi.
Correndo e giocando nelle numerose foreste di Vraja,
mi rotolerò in terra nell’estasi spirituale.
Oh, quando quel giorno sarà mio?

Oggi quel felice ricordo di Te è tornato alla mia memoria.
In preda ad un intenso desiderio, Ti ho chiamato.
Io sono il Tuo eterno servitore, e quindi desidero tanto la Tua compagnia.
O Srì krishna, senza di Te non è possibile avere alcun successo.

lunedì 2 ottobre 2017

Yoga Inbound per Bambini a Rimini


Ritiro Inbound Settembre 2017


"Amare Dio", di Srila Bhaktivinoda Thakura



Risultati immagini per gesùFu Gesù cristo che disse per la prima volta: "Amate Dio con tutto il vostro cuore, con tutta la vostra mente, con tutta la vostra anima e con tutta la vostra forza, e amate ogni uomo come se fosse vostro fratello". Questa è, in effetti, una verità assoluta, ma differenti uomini hanno dato distinte interpretazioni a questa nobile espressione. Le espressioni di tutti i grandi uomini sono gradevoli, anche se un poco misteriose, e avvicinano la verità alla sfera del cuore, quando vengono comprese. La ragione di questo mistero è che l’uomo avanzato nel suo avvicinamento alla Divinità riceve delle rivelazioni, le quali non sono altro che un mistero per coloro che ancora non sono al loro stadio di avanzamento .
Le tappe del progresso sono molto simili nei diversi circoli di spiritualità, i quali spiegano gran parte dello sviluppo graduale dell’anima. Abbiamo capito che alcuni spiritualisti sostengono che la materia sublimata si converte in spirito.
Risultati immagini per bhaktivinoda thakurQuesta teoria si pone in netto contrasto con la nostra convinzione interna. La materia è materia e lo spirito è spirito; uno non può formare l’altro. Lo spirito è certamente una “esistenza superiore”, anche se non possiamo capire completamente, nel nostro presente stato di prigionieri della materia, che relazione abbia esattamente lo spirito con la materia, con lo spazio e con il tempo. Al di la della metafisica, condividiamo che l’anima umana possa elevarsi sempre più, e possa comprendere cose delle quali, per il momento, non ha la minima idea . Soggetto a questa importante regola, Cristo, Gesù di Nazareth, ricevette e pronunciò le parole sopracitate. Per i lettori che si trovano qualche gradino più in alto nella scala degli uomini ordinari, queste espressioni di Gesù insegnano che l’uomo deve amare Dio con tutto il suo cuore, (che significa: con l’affetto di un cuore sensibile come quello di ogni bambino, opposto all’odio), con tutta la sua mente, (che significa: dell’intelletto che conosce, opposto a quello che ignora ogni cosa), con tutta la sua anima, (che significa: con il principio della costituzione umana che percepisce la propria immortalità nell’adorare l’Onnipotente) e con tutta la sua forza, (che significa: con ogni lavoro attivo, con il libero arbitrio, con la volontà).
Tuttavia, per l’uomo ispirato, cose superiori e significati più sublimi appaiono dalle sacre parole dell’ispirato Gesù. Egli insegna all’uomo ad amare Dio senza indagare, trarre conclusioni, odiare o speculare riguardo Lui, e che quando l’uomo è situato nel proprio stato assoluto, non è più intelletto o corpo, ma solamente anima pura.
L’essenza dell’anima è la saggezza, ed il suo agire è l’amore assoluto. La condizione assoluta dell’uomo consiste nella propria relazione assoluta di puro amore con la Divinità. L’amore, quindi, è in sé la religione dell’anima, e conseguentemente dell’uomo completo. A questo punto, il discepolo chiese: "Cos’è, o  che cosa devo fare con il cuore? Il mio cuore ama nel vedere il sorriso del sole, nel mangiare una dolce preparazione e nel contemplare una danza". Gesù risponde profondamente: "Si! Devi amare Dio con tutto il tuo cuore! Il tuo cuore, adesso, corre alla ricerca di altre cose, però devi, allo stesso modo con cui addestri un cavallo selvaggio, fare in modo che il tuo sentimento corra verso l’amore per Dio ".
Questo è uno dei quattro principi dell’adorazione, ciò che nella Letteratura Vaishnava viene chiamato ânta-rasa. Allora il discepolo disse: "Signore, l’intelletto mi conduce da un’altra parte, allontanandomi da Dio, vuole portarmi  al positivismo (all’osservazione scientifica); per favore, istruiscimi. Cosa devo fare?" "Sí", ­ risponde Gesù, "devi amare Dio con tutta la tua mente; quando percepisci, concepisci, ricordi, immagini e ragioni, non devi permetterti l’aridità dell’intelletto, devi sviluppare e dedicare l’intelletto in tutte le cose buone e sacre, sula base dell’amore per la verità, per la bellezza spirituale e per l’armonia. Questa è la seconda fase dello sviluppo Vaishnava, conosciuta con il nome di dasya-rasa. Il discepolo, allora, chiede se lo sviluppo dell’affetto e dell’intelletto sono sufficienti. Gesù risponde : "Devi anche amare Dio con tutta la tua anima, devi percepire te stesso in comunicazione spirituale con la Divinità, e ricevere rivelazioni sacre nei tuoi momenti più sublimi di adorazione ". Questo viene chiamato il sakhya-rasa dei Vaishnava; l’anima che si avvicina alla Divinità in un servizio intrepido e sacro. Il discepolo pensa, allora, che in una tale posizione sarà perduto, senza capacità di agire. Il Salvatore, allora, pronuncia le seguenti parole: "Devi amare Dio con tutta la tua forza, con tutta la tua volontà. Commetti un errore concludendo che perderai le tue attuali attività. Ne riceverai molte di più, lavorando e lavorando per Dio, senza alcun interesse che non sia la sacra volontà (forza di volontà e libero arbitrio sono privilegi dell’uomo) e identificandosi con l’anima pura. Questo amplierà enormemente la tua attenzione”. Questa è la generale descrizione della Bhakti. Gesù continua e ci dice: "Devi amare ogni uomo come se fosse tuo fratello"; da questo si deduce la quarta fase dell’amore, un sentimento di fratellanza con tutti gli esseri con Dio che è il padre di tutti. Questo è vatsalya-rasa nella sua prima tappa di sviluppo.  
La Bhakti è percepita, fino a qui, dal primo sviluppo dell’uomo nella forma del cuore, poi nella forma della mente, poi nella forma dell’anima e finalmente nella forma della volontà (libero arbitrio). Queste forme non si distruggono una con l’altra, ma meravigliosamente armonizzano all’interno di una costituzione pura di ciò che 
chiamiamo “uomo spirituale”, o Ekanta, nella letteraturaVaishnava.
Inoltre, esiste un’altra verità ancora più sublime dietro tutto questo, che viene rivelata a pochi, a coloro che sono preparati. Ci riferiamo alla conversione spirituale dell’anima nella sua forma femminile. E’ in questo stato sublime, nobile ed elevato, che l’anima può sperimentare la dolcezza di un matrimonio indissolubile di amore con Dio. Questa è la quinta e più elevata tappa dello sviluppo Vaishnava che chiamiamo madhurya-rasa; solamente in questa tappa si estende abilmente la sezione più meravigliosa della Letteratura Vaishnava. Questa fase della vita umana, nel suo mistero, non è conquistata da tutti. Anzi, dovremmo dire che non la ottiene nessuno oltre a quelli che appartengono a Dio stesso. Si trova così lontano, molto al di la della portata degli uomini ordinari; i razionalisti, o gli ordinari teisti, non possono comprenderla. Essi arrivano al punto di burlarsi di essa come se fosse qualcosa di inumano, denaturato o artificiale.
O Signore! Rivela la Tue più preziose verità a tutti, affinché Tu non venga insultato dai fanatici e dai pazzi, facendo in modo che tutta l’umanità sia ammessa come Tua"
Fine
                                                                                                      “Srila Bhaktivinoda Thakura”

domenica 1 ottobre 2017

venerdì 29 settembre 2017

"KANEYA KI JAYYY!!!


sabato 23 settembre 2017

"L’ASSOCIAZIONE CON I DEVOTI E’ DI VITALE IMPORTANZA" da "I Sermoni del Guardiano della Devozione" di S.S.B.R.Sridhara Deva Goswami



Risultati immagini per srila sridhara maharaja Così, la posizione dei devoti è molto importante nel nostro viaggio, specialmente nella tappa intermedia. Nella tappa primaria, non viene data molta importanza ai devoti. Con solo una vaga concezione  delle Scritture e con l’aiuto dei meriti accumulati precedentemente (sukrtì), il viaggio comincia. Gradualmente, però, i principianti trovano che il viaggio verso l’Infinito non è una cosa facile: “Pensavamo che con un piccolo progresso avremmo potuto mettere fine ai desideri, ma ora vediamo che non è così”. Quando arriviamo a considerare la posizione reale della devozione, di chi è Dio (Lui è universale, Lui è la meta ultima), potremo disilluderci gradualmente. Se lungo il cammino, però, otteniamo l’aiuto dei devoti, sentiremo molto sollievo in loro compagnia, benché la meta possa essere lontana. Le difficoltà del viaggio sono più prominenti nella seconda tappa. Nello stadio primario non siamo molto esclusivi nel nostro obiettivo, e così non sperimentiamo molte difficoltà. Le vere difficoltà cominciano quando entriamo in un viaggio esclusivo, senza altro obiettivo che occupare completamente la nostra energia verso il sentiero più eminente ed elevato. Se otteniamo realmente un tocco dalla tappa più elevata, la tappa mahà-bhàgavata, il viaggio torna nuovamente ad essere facile. La porzione intermedia è difficile, ed in questo stadio i devoti sono molto importanti per la nostra salvezza. Questo è lo stadio delle acquisizioni tangibili e degli ostacoli; i nostri fallimenti sul sentiero della realizzazione saranno rettificati in questa tappa intermedia. Quando entriamo in guerra, al principio abbiamo una grande speranza. Sentiamo fiducia. La prova reale, però, è quando inizia la lotta. Quando, poi, finalmente vinciamo, ci sentiamo un’altra volta molto soddisfatti. Nel periodo intermedio, però, quando la guerra si sta svolgendo, ci troviamo nel periodo più difficile. In quel momento, i nostri compagni di battaglia, i nostri camerati, quelli che lottano insieme a noi, sono molto importanti. “Non sono solo. Ci sono molti altri che combattono con me in questa battaglia”. Questi compagni sono molto importanti. Alcuni possono cadere, ma ci saranno sempre altri compagni a mantenere il mio entusiasmo. Similmente, in questo viaggio, possiamo vedere che molti sostenitori incondizionati stanno cadendo. Può demoralizzarci vedere molte rispettabili personalità andarsene, cadere a metà cammino. Tuttavia, nel mezzo di queste circostanze sfavorevoli, ci sono altri che valorosamente stanno progredendo con fede risoluta e che ci aiuteranno. Sopportare fino alla fine è difficile, ma importante e prezioso. Le prove arrivano e mostrano quanta fede abbiamo. Niente arriva invano, e noi dobbiamo accettare tutto quello che succede in questo modo.
Possono esserci molti grandi guerrieri come Bhìsma e Drona che cadono nella battaglia, ma dobbiamo continuare ugualmente (karmany evàdhikàras te, mà phalesu kadàcana, Bhagavad-gìtà 2.47). Siamo impegnati nella lotta fino alla fine. Dobbiamo ottenere la meta della nostra vita, e potremo assorbire tale determinazione dal carattere dei devoti. Anche gli Sàstra offrono consigli utili ma, nonostante ciò, l’associazione con i devoti è di vitale importanza.